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La depressione in età infantile

Pubblicato da Alfredo Grado on 17 Ottobre 2024
Categorie
  • Psicologia
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La depressione in età infantile

La depressione è un evento tragico per qualunque persona ma lo è soprattutto per i bambini. Oggi è possibile curarla anche se la principale terapia è, e resta, quella della prevenzione. La depressione, nei più piccoli, può essere diagnosticata con difficoltà, anche perché il più delle volte si cela dietro ad un deficit dell’attenzione, associato ad un disordine dell’attività e a problematiche legate all’emotività o all’apprendimento. Il trattamento terapeutico, una volta diagnosticata la depressione, deve essere intrapreso al più presto e deve includere una psicoterapia, con l’eventuale apporto di antidepressivi, e in associazione ad una rieducazione delle dinamiche familiari.

E’ possibile individuare alcuni segnali che possono aiutarci a riconoscere una depressione nei bambini.

  • Tristezza persistente.
  • Progressivo abbandono di giochi o attività fatte precedentemente con interesse.
  • Irritabilità o agitazione.
  • Frequenti lamentazioni di mal di testa e di mal di stomaco.
  • Frequenti assenze o scarso profitto a scuola.
  • Scarsa energia, poca concentrazione e atteggiamento annoiato.
  • Cambiamento nelle abitudini alimentari e del sonno.
  • Frequenti pensieri intorno alla morte.

Se almeno tre manifestazioni sopra elencate sono presenti in un bambino, è necessario che i genitori raccolgano tutto il loro coraggio è chiedano aiuto ad un neuropsichiatria infantile o ad uno psichiatra per capire se e come ci si deve proteggere da eventuali eventi negativi.

La terapia della depressione inizia, quando possibile, dalla prevenzione. Anche in questo caso si possono adottare degli accorgimenti nel rapporto con i figli.

  • Evitare di super proteggere i bambini.
  • La comunicazione deve essere sempre chiara ed onesta.
  • Essere sempre prevedibili nei comportamenti per non confondere i bambini.
  • Evitare di far partecipi i bambini dell’eventuale conflittualità presente nei genitori.
  • Evitare di far sentire i bambini incapaci quando non riescono a superare le paure proprie dell’infanzia.
  • Questi suggerimenti, ovviamente, hanno scarso valore quando ci si trova di fronte ad una problematica di depressione maggiore o genetica.
Alfredo Grado
Alfredo Grado
Dopo la Laurea in Sociologia conseguita presso l’Università di Napoli “Federico II” con una tesi sperimentale dal titolo “Controllo sociale e comportamento violento. Alla ricerca di nuovi schemi concettuali” ha conseguito la Laurea in Psicologia discutendo una tesi su “La rilevazione della simulazione di psicopatologia in ambito detentivo attraverso l’utilizzo del Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI)”. Ha completato un training quadriennale di formazione presso l’Istituto di Psicoterapia relazionale e familiare di Napoli -ISPPREF - e ha approfondito la conoscenza della Psicopatologia Clinica, per la quale si è dapprima specializzato presso l’Università di Roma “La Sapienza”e poi perfezionato nella gestione clinica dei disturbi di personalità .

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