Il panorama dei videogiochi è diventato un elemento pervasivo e significativo nella vita degli adolescenti contemporanei. Lungi dall’essere un mero passatempo, il gaming si configura come un’attività con un ruolo duplice nello sviluppo adolescenziale, capace di potenziare abilità cognitive e sociali, ma anche di presentare rischi per la salute mentale e il benessere sociale. Diversi studi, infatti, hanno dimostrato che i videogiochi, in particolare quelli d’azione e di strategia, possono agire come un vero e proprio “allenamento” per il cervello adolescente, apportando notevoli miglioramenti in specifiche aree. Ad esempio, i videogames d’azione possono potenziare l’attenzione visuo-selettiva, rendendola più rapida e accurata. L’adolescente impara a filtrare in modo più efficiente le informazioni irrilevanti e a focalizzarsi sugli stimoli cruciali per il successo. I giochi di strategia o gli enigmi complessi stimolano le funzioni esecutive, spingendo il giocatore a elaborare strategie, a prendere decisioni rapide, a gestire risorse limitate e a imparare attraverso il metodo del “tentativo ed errore”.
L’adolescenza è un periodo di intensa socializzazione, e i videogiochi multiplayer online (MMORPG, battle royale, ecc.) sono diventati un nuovo, potente veicolo di interazione tra pari, come la cooperazione o il lavoro di squadra, lo sviluppo di abilità pro sociali ed il rapporto con la sconfitta. Il gioco, con il suo sistema di sfide e ricompense, offre un ambiente in cui l’adolescente può confrontarsi con la frustrazione e la sconfitta, imparando a gestirle e ad approcciare i problemi con maggiore resilienza.
Ciò malgrado, un uso smodato o non supervisionato dei videogiochi espone l’adolescente a rischi significativi, alcuni dei quali sono stati riconosciuti come vere e proprie problematiche cliniche, come il gaming disorder o rischio di dipendenza, i cui sintomi sono: Preoccupazione eccessiva per il gioco, Perdita di controllo sul tempo di gioco, Sintomi di astinenza (irritabilità, ansia) quando non è possibile giocare, Perdita di interesse per altre attività (sport, hobby, studio) e l’isolamento sociale.
Un uso prolungato è spesso associato a Sedentarietà e aumento del rischio di sovrappeso, Disturbi del sonno e alterazione del ritmo circadiano, con conseguente calo del rendimento scolastico, Aumento potenziale del livello di aggressività, in particolare nei soggetti già predisposti, a causa dell’esposizione frequente a contenuti violenti e alla “desensibilizzazione” che ne può derivare.
Per massimizzare i benefici e contenere i rischi, il fattore determinante non è il videogioco in sé, ma l’uso che se ne fa. Genitori ed educatori hanno pertanto il compito di definire orari e giorni di gioco, promuovendo un equilibrio con le attività all’aperto, lo sport e l’interazione faccia a faccia. Utilizzare i sistemi di classificazione per età (come il PEGI) per garantire che i contenuti siano appropriati. Chiedere all’adolescente dei giochi a cui partecipa, trasformando l’esperienza in un’opportunità di discussione su strategie, etica e relazioni online.




